Torino: città della FIAT, delle fabbriche, del gianduia e della noia grigia, avvolta su ogni cosa come un velo mortuario. Cosa fare in posto così, quando hai sedici anni? Suoni. Cinque ragazzi di Venaria, locus amoenus della cintura suburbana di Torino, decidono di fare così: rock, metal, crossover, questione di sopravvivenza. È il 1993 e Nitto (voce), Emo (voce), Dade (basso), Cinaski (chitarra) e Tokio (batteria), tutti intorno ai 16 anni, mettono in piedi una band e la chiamano come la linea dell'autobus che li preleva vicino a casa e li porta alla sala prove. Linea 77. C'è anche un terzo cantante, all'inizio, ma esce presto di scena. Nel 1994 il gruppo incide il suo primo demo, Ogni Cosa Al Suo Posto, che smuove qualcosa tra il pubblico locale e anche in certa stampa, attenta a quel che c'è di nuovo. Due anni dopo il quintetto si accasa alla Dracma Records, etichetta indie di Torino, e registra Kung Fu, demo-ariete che porta il nome dei Linea ben oltre la soglia minima della fama nel paesello natio. Nel 1998 arriva il contratto per la Collapse Records/White&Black di Milano, che in ottobre licenzia il disco di debutto Too Much Happiness Makes Kids Paranoid. Il crossover frenetico e massiccio e la curiosa, efficace formula a due voci (l'arma in più del gruppo, anche se ancora da affilare), assicurano all'album un'accoglienza entusiastica: Rocksound lo sceglie come disco metal del mese e infila Meat nel cd sampler allegato al magazine. Ma è sul palco, a contatto epidermico con il pubblico, che la band esprime al meglio le sue potenzialità: tra il 1998 e il 1999, in 10 mesi, i Linea 77 suonano 140 concerti, fino all'apogeo delle migliaia di spettatori del Beach Bum Festival di luglio. A settembre il colpo di scena, che salva la band dalla palude della scena rock nazionale: si fa avanti la mitica Earache, etichetta inglese di musica dura culto in tutto il mondo, e mette sotto contratto l cinque torinesi. Nel 2000 Too Much Happiness viene ristampato e distribuito in Europa e in America. In aprile il quintetto, proiettato di botto in una dimensione internazionale, sbarca in Inghilterra per un tour promozionale di 23 date, insieme ai portentosi Earthtone 9 e ai Kill II This, e realizza anche il suo primo videoclip (diretto dal regista Pete Bridgewater) per la canzone Meat, in heavy rotation su Superock e Brand New di MTV e su molte altre TV musicali in tutto il mondo. Un successo soprendente, per un gruppo italiano emerso dal nulla, scancito anche dalle crtitiche positive di riviste come Kerrang, NME, Melody Maker. E non hanno ancora visto niente. La band si mette all'opera per preparare il secondo LP, registrato dal giovane produttore inglese Dave Chang (già dietro a Orange Goblin e Stamping Ground), ai backstage Studios di Ripley, in Gran Bretagna. Ketchup Suicide (con tanto di cover fumigante di Walk Like An Egyptian delle Bangles, che gira molto nelle radio inglesi e diventa un momento cult dei concerti) esce nel gennaio 2001 e lascia stupefatti: devastante, dinamico, moderno senza scimmiottare scemenze nu-metal o altro. La risposta italiana (europea) a Limp Bizkit, Korn e compagnia? Anche grazie al video della title-track, girato nell'ottobre del 2000, i Linea 77 diventano un piccolo, ma rilevante, fenomeno internazionale, vendono il doppio di copie rispetto al disco di debutto e collezionano recensioni trionfali, meritatissime. Nel marzo 2001 MTV Europe dedica loro una trasmissione intera, Linea 77 Select. Inizia un massiccio tour de force di concerti: più di 150 nei primi sei mesi dell'anno, sia in Italia che in Inghilterra. Arriva l'estate, tempo di festival, e il gruppo è una presenza fissa: Heineken Jammin' Festival, Goa Boa, Arezzo Wave, Tora Tora, ma soprattutto la partecipazione al prestigioso Festival di Reading, prima band italiana invitata nei vent'anni di storia del'evento. A ottobre il combo prepara il video di Moka, unica canzone in italiano del disco, e Ketchup Suicide viene esportato negli Stati Uniti, distribuito dalla Caroline. Nel 2002 i Linea suonano in giro per l'Europa fino alla conclusione, a settembre, del Ketchup Suicide Tour, durato due anni filati. Il mese dopo si rinchiudono in studio per distillare, dal magma di idee accumulate nel tempo, le canzoni del terzo LP. Quello fondamentale. A marzo 2003 la band inizia la produzione di Numb, registrato ai Red House Studios di Senigallia sotto la guida di Haggis Offal, fondatore dei Senser e produttore di Dub War e Ozric Tentacles. Tra gli ospiti spiccano i Subsonica, in 66 (Diabulus In Musica), e Roy Paci con i suoi Aretuska, che colorano di fiati Wharol. Numb esce finalmente a maggio e stabilisce, una volta per tutte, che i Linea 77 sono qui per restare. Hanno pagato i loro debiti, liberandosi da scorie di routine e manierismi, e giocano con libertà e coraggio tra rock duro (durissimo), raggae, elettronica, hip-hop, scatenando un assalto fisico inarrestabile, che lascia storditi e soddisfatti. I Linea 77 non sono più una curiosità proveniente dal terzo mondo del rock contaminato: sono pionieri, fieri e indipendenti, all'altezza dei giganti del genere. E forse sono anche andati oltre... Il primo singolo (con video firmato da Kal Karman) estratto è Fantasma, straziante e viscerale. A seguire escono anche Third Moon e 66 (Diabolus in Musica) che li vede collaborare con l'altra realtà musicale di Torino, i Subsonica. Agli Europe Music Awards di Roma organizzati da MTV sono tra i cinque candidati come BEST ITALIAN ACT!
Nel 2005 i Linea 77 pubblicano il loro quarto album Available for Propaganda, registrato a Los Angeles nei Paramount Studio, dal quale sono estratti due singoli Evoluzione, che ha anticipato l’uscita dell’album e Inno all’odio, uscito a settembre 2006.
Nei due anni successivi pubblicano altri due album: Venareal 1995 e Horror Vacui, contenente il brano Sogni Risplendono dove i Linea 77 hanno collaborato con Tiziano Ferro.
Dopo una serie di live che li ha visti protagonisti in tutta Italia, nel 2010 esce 10, il loro nuovo album al quale segue il 10 Tour.
Nel 2012 i Linea 77 iniziano un nuovo tour intitolato 6 tour che vede uno dei componenti Dade passare al ruolo di secondo chitarrista.
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