Questa settimana RadioIndie Music Like, il programma radiofonico che dà voce alla calssifica degli indipendenti del MEI, ha giocato “in casa” intervistando Dola J. Chaplin, talento del folk prodotto da Protosound Polyproject.
RML: E oggi abbiamo al telefono di RadioIndie Music Like DOLA J. CHAPLIN…ciao!!!
DJC: Ciao… ciao a tutti…
RML: Ciao e benvenuto. Io non voglio chiedertelo… non voglio… ma purtroppo devo farlo. Questo nome? Dola J. Chaplin… questo nome così affascinante, così anglosassone anche…
DJC: Non era voluto di dare un effetto anglosassone a dir la verità, più il fatto magari di avere un "portale" attraverso il quale far passare le emozioni… come una sorte di maschera. Come nel teatro la "maschera" viene utilizzata per vari motivi ma soprattutto, per come la vedo io, è un modo per liberarsi totalmente…
RML: Insomma è come fosse la tua maschera di scena praticamente…
DJC: Si esatto, una maschera di scena che poi non per questo non possa diventare anche maschera di vita…però principalmente è così…
RML: Dola, è in uscita in questi giorni per Volume! Records - Protosound - Cramps - Edel… chi più ne ha più ne metta… un diario di viaggio, di un uomo che viaggia e che dal viaggio si fa ispirare… mi sembra di aver colto questo, sbaglio?
DJC: Si esatto… l'idea era partita al fianco di un amico con il quale avevamo intenzione di fare una sorta di diario di viaggio… lui dipinge ed io scrivevo canzoni tratte dalla strada… cose che poi nel corso del tempo e del viaggio hanno condizionato la mia vita. Storie finite, altre iniziate… altre imparate durante il viaggio stesso… tutto questo ha fatto prendere alla mia vita anche una piega che non mi aspettavo…
RML: I tuoi viaggi comunque ci sono stati e hanno riguardato principalmente Inghilterra e Stati Uniti…
DJC: Si decisamente… prima in Inghilterra appunto, poi in USA e di nuovo a Londra per un lungo periodo. Diciamo che questo disco raccoglie il meglio di circa trenta canzoni che ho scritto in questo lungo periodo.
RML: Ci sono degli ottimi riscontri per queste prime battute. Se vado su google trovo davvero molte pubblicazioni, recensioni, interviste… come vivi tu personalmente, da esordiente discografico, tutto questo che sta accadendo?
DJC: Beh è molto divertente… soprattutto è molto gratificante poter parlare del tuo lavoro… poi bisogna prendere tutte le cose che accadono con molta umiltà e cercare di fare al meglio il proprio lavoro. Non mi pesa affatto, anzi, speriamo che diventi sempre più grande e frequente…
RML: Martedì sei stato ospite a Radio Popolare di Roma, ho sentito la tua intervista e soprattutto ho sentito il tuo live in diretta. Ho notato una cosa: preferisci questi suoni molto distorti e sempre meno acustici… in contrapposizione a quello che abbiamo sul disco. Come mai?
DJC: E' comunque un lavorare sul proprio essere, sul proprio suono… un continuo lavoro, come uno scultore che modella la roccia a suo piacimento… ogni artista avrà un'opera che durerà per tutta la vita… il suono per un musicista credo sia qualcosa del genere. La distorsione per il momento, che poi è unita ad effetti e riverberi, dà un effetto che prescinde dalla distorsione stessa ma fa parte di tutto quel modo acustico che rimane comunque… un effetto risultante che enfatizza il concetto di malinconia ed intimità…
RML: …che poi il tuo è un disco fondamentalmente triste e malinconico, no?
DJC: Si esatto, è molto impregnato dalla malinconia… probabilmente la malinconia è la cosa più interessante della quale scrivere.
RML: "To The Tremendous Road" è il titolo di questo disco d'esordio. Ma anche il titolo di una traccia in cui duetti con Emma Tricca. Com'è nato quest'incontro e questa collaborazione?
DJC: L'ho trovata per caso sul web il suo album Minor White, molto molto bello, molto folk… e mi piacque proprio tanto il suo modo di cantare e di trasmettere enfasi nelle canzoni. Così ho pensato che fosse perfetta per duettare in questa canzone "To The Tremendous Road" appunto… così provai a contattarla e lei molto dolcemente decise di collaborare… e con questa semplicità è nata anche una splendida amicizia.
RML: Rispetto al Dola J. Chaplin che girava ieri per le strade del "mondo", oggi hai un contratto discografico. Questa costrizione artistica, ti va un po' stretta o sei tranquillo e rilassato anche in questa veste, in questa posizione?
DJC: Per molti versi se si lavora assieme per fare delle cose, se si va per la stessa rotta e per la stessa strada è una sicurezza avere un contratto… diventa una costrizione quando una delle due parti sono in disaccordo. Per il momento è bello avere questo rapporto che poi è un rapporto di amicizia con la casa discografica… naturalmente poi ognuno continua a lavorare, ad evolversi e naturalmente anche loro si evolveranno sulla scelta… è una collaborazione e scambio continuo.
RML: Dola… se l'appetito vien mangiando, c'è già in cantiere qualche altro lavoro? Anzi meglio: ma come sarà poi il successivo disco?
DJC:Beh il successivo non lo so… sicuramente ho quasi le tracce pronte ma scrivo continuamente e quindi non posso sapere se verrà presto fuori altro che mi piacerà di più. Il suono è la cosa più difficile ed è la cosa su cui sto lavorando ora, mi piacerebbe mettere su una band per portare in scena anche cori e arrangiamenti più curati… diventa tutto più complicato…
RML: …ma diamo tempo al tempo…
DJC: …andiamo lavorando…
RML: innanzitutto andiamo avanti con questo disco che è un bellissimo disco, ma non lo disco soltanto io ma lo dicono davvero in tanti. Grazie di cuore a Dola J. Chaplin per essere stato con noi.
DJC: Grazie a voi… grazie a voi… ciao!!!




